airone rosso
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Franca (del 08/02/2007 @ 12:41:30, in Itinerari, linkato 819 volte)

Tipo: Storico Culturale, Naturalistico
Contenuti: Storia, Arte, Paesaggi, Ambiente
Mezzi: Auto
Percorso: 170 KM a/r


Itinerario Pomposa, Comacchio, Ferrara o Ravenna

Si raggiunge Pomposa lungo la Romea, dove si trova un complesso abbaziale fra i più importanti d'Italia, sorto nel VI - VII sec. Si possono ammirare l'achitettura romanica del campanile e dell'atrio e gli affreschi trecenteschi della Basilica del Refettorio e delle sale del Capitolo.

Comacchio I Trepponti

Si prosegue lungo la Romea sino a Comacchio, caratteristica cittadina per l'ambiente lagunare con i suoi canali, lungo i quali si scopriranno i Trepponti, la loggia dei Mercanti, palazzo Bellini e il Duomo barocco.

Ferrara Cattedrale

Da Comacchio si può a scelta raggiungere o la città di Ferrara (Castello Estense, Cattedrale, Palazzo dei Diamanti, Palazzo Massari..conventi, Chiese, il ghetto e le mura) o di Ravenna (S. Vitale, S. Apollinare Nuovo, ecc.) .

Ravenna S. Vitale

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Tipo: Sportivo Naturalistico
Contenuti: Paesaggi e Ambiente, Bird-Watching, osservazioni botaniche, spiaggia.
Mezzi: Auto
Percorso: 80 KM a/r


Itinerario Santa Giulia, Marina 70, Cà Dolfin, Polesine Camerini, Tolle, Cà Zuliani, Pila, Boccasette.

Partenza La Casina. Raggiunta Santa Giulia (vedi itinerario 3) si taglia direttamente verso la Sacca di Scardovari in località Cassella. Si percorre un tratto della Sacca fino a Marina 70 e si attraversa una zona agricola (Cà Mello) per raggiungere Tolle (eventuale deviazione per l'isola di Polesine Camerini).

Po di Pila Barche 

Si attraversa il Po di Venezia e ci si dirige verso Cà Zuliani e Pila, da dove si possono ammirare le foci con le buse di tramontana, di dritta e di scirocco. Si ritorna verso Boccasette e attraversando le valli si arriva direttamente alla spiaggia. Ritorno per Cà Tiepolo - Oca.

Boccasette Valli

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Tipo: Naturalistico
Contenuti: Paesaggi e Ambiente, Bird-Watching, osservazioni botaniche.
Mezzi: Auto
Percorso: 100 KM a/r


Itinerario Po di Maistra, valli, Porto Levante, Chioggia

Partenza La Casina. Si prende la provinciale verso Cà Tiepolo, per oltrepassare il Po di Venezia sul nuovo ponte e proseguire in direzione di Cà Venier. Si oltrepassa il Po di Maistra per seguirlo verso la foce lungo l'argine sinistro fino alla zona della Barchessa Ravagnan (in stato di abbandono).

Cà Pisani

Si costeggia valle Scanarello per raggiungere Porto Levante attraverso una via molto suggestiva in mezzo alle valli. Si torna sulla Romea lungo il Po di Levante per rientrare verso Taglio di Po e Oca o per proseguire in direzione di Chioggia e/o Loreo.

Casone

In alternativa si punta direttamente su Chioggia e si raggiunge Venezia attraverso le isole di Pellestrina e del Lido.

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Di Franca (del 08/02/2007 @ 12:41:27, in Itinerari, linkato 1268 volte)
Tipo: Naturalistico
Contenuti: Paesaggi, Bird-Watching, osservazioni botaniche.
Mezzi: Auto e Motonave
Percorso: 22 KM a/r


Itinerario Foci Po di Pila, Busa di Scirocco, di Dritta e di Tramontana

Partenza La Casina. Si raggiunge con l'auto Cà Tiepolo, dove ci si imbarca sulla motonave per l'erscusione alle foci del Po di Pila (può essere utile la prenotazione 0426-380314).


Faro di Punta Maistra 

L' escursione con la motonave sul Po di Pila dura circa 3 ore. Ci si immerge nei canneti delle ramificazioni in cui si divide il Po di Pila: Busa di Scirocco, Busa di Dritta e Busa di Tramontana.
(vai a narrativa "Marino Cacciatori, Caparin")
Dalla Busa di Scirocco si possono osservare numerosi uccelli (gabbiani, aironi, anatre, limicoli, ecc.) che stazionano sulle sabbie degli scanni, delle lagune e delle sacche. Lungo la Busa di Dritta si passa davanti al faro di Punta Maistra e nelle giornate limpide si vedono le coste dell' Istria all'altezza di Rovigno.

Bonello Scirocco Limicoli Aironi

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Di Franca (del 08/02/2007 @ 12:41:26, in Itinerari, linkato 1422 volte)
Tipo: Sportivo Naturalistico
Contenuti: Paesaggie Ambiente, Bird-Watching, osservazioni botaniche, pesca.
Mezzi: Barca - Cavallo
Percorso: - KM a/r


Itinerario Vie d'acqua - passeggiate a cavallo

La Casina è situata a 200 mt. dal Po di Gnocca dove attraverso un piccolo scivolo può essere messa in acqua una propria imbarcazione. Lungo il Po di Gnocca si possono raggiungere varie mete (spiagge, zone di pesca, ecc.) sia direttamente verso le foci sia risalendo il fiume per immettersi nel Po di Venezia (ramo principale). Alla Casina si può quindi arrivare anche con un' escursione "via acqua".

Barchetta da Pesca

A 4 km dalla Casina si possono prenotare delle passeggiate a cavallo lungo gli argini del Po di Gnocca e/o nella campagna circostante fino al Po di Goro. (Attività sospesa)


Passeggiate a Cavallo sugli argini del Po

Gli itinerari descritti sono solo indicativi delle possibili mete, ma il turista escursionista può tranquillamente adattarli alle proprie esigenze ed interessi.

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Di Franca (del 03/02/2007 @ 16:15:49, in Poesia, linkato 335 volte)
poesia presente nella raccolta antologica "Tra un fiore colto e l'altro donato" vol.IV pubblicato da Aletti Editore.

Verrà il mattino
Sgombrerà il torpore lucano
dell’incerta notte
Avrai occhi di luce
Leggero il respiro
Lieve  palpito
Le tue braccia cingeranno
tutto il mondo sognato
Nelle mani fermerai la gioia
Mani piene avrai del mio amore
Di tutto l’Amore!
Il pianto righerà l’aurora
della tua vita
appena affiorata
al tepore del mio cuore
Se ne andrà il mattino
Ti porterà con sé
sul carro del sole
A me non resterà
che l’impietosa attesa
nell’ interminabile notte
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Di Franca (del 03/02/2007 @ 16:11:25, in Narrativa, linkato 771 volte)
pubblicato nel vol.IX di narrativa "I Porti Sepolti" da Aletti Editore

Era una domenica del mese di luglio dell’anno 2002. La motonave era pronta a levare l’ancora alle nove del mattino.
Il sole già batteva sul capo scoperto dei pochi passeggeri, tredici in tutto.
Marino Cacciatori detto “caparin”, basso e minuto con la fronte spaziosa ed un po’ arcuata sotto l’attaccatura dei capelli, tipica della discendenza caparina, stava sul ponte a confabulare con un signore interessato di motori.
Ben presto si allontana dall’uomo. Con mosse agili e sicure raggiunge la cabina di pilotaggio ed esegue le manovre d’avvio. Dopo poco, l’imbarcazione procede speditamente al centro del fiume.
Credevo di fare una gita monotona, caratterizzata da un silenzio contemplativo.
Ci eravamo messi tutti al piano superiore, panoramico. La giornata limpida lasciava intravedere ad Est il promontorio di Rovigno sull’opposta costa adriatica. La signora del botteghino invece si tratteneva al piano inferiore presso la rivendita. Scopro che si tratta della moglie di Marino: “Poca gente oggi!” Osservo, rivolta a lei, giusto per scambiare parola.
“No, anzi, io e Marino, siamo contenti del numero di presenze – mi risponde - a volte ci capita di fare il giro anche per sole due o tre persone.”
“Addirittura!” Esclamo sorpresa.
“Capita, capita! Sa noi partiamo in ogni caso perché lo consideriamo un servizio. Partiamo anche se l’incasso non copre neppure la spesa del gasolio.
E’ una donna graziosa e si esprime con finezza.
Sopra, Marino lascia le leve di comando ed esce dalla cabina probabilmente per riprendere il discorso con il passeggero interessato di meccanica motoristica.
Va e viene, procurandomi una certa apprensione riguardo la rotta e la sicurezza: “Non sarà che si distrae un po’ troppo?” Mi domando con preoccupazione.
Lui è ciarliero e di buon umore. Sovente si apre in larghi sorrisi, noncurante della bocca sdentata. Con l’aiuto di un altoparlante, incomincia il suo racconto del Po. Parla un italiano corretto senza inflessione dialettale.
E’ bravo! Dal suo racconto, capisco che lui dialoga con il grande fiume che naviga da sempre:
“Si può dire che ci sono nato in acqua, come i pesci!” Afferma. “Si può dire che sono un pesce anch’io!”Continua, accompagnando la battuta con una risata divertita.
Conosce profondamente il suo fiume. Sa tutto sulla lunghezza, larghezza e profondità; sa tutto sulle correnti e sulla configurazione dell’alveo. Sa dove e chi pesca le anguille, i cefali. Del pesce siluro, pesce foresto, entrato in acqua per sbaglio, sa che divora quintali di piccoli pesci. Un pensiero malinconico riserva alle gentili “scardole” che: “Non se ne trova più una, neppure a sognarla!”
Il suo racconto insegue l’itinerario degli scorci toccati, pur sempre pronto a raccogliere le domande curiose dei viaggiatori. E’ sorprendente quante cose sappia! E’ memoria storica del luogo dal dopoguerra ad oggi. Conosce tutto l’intreccio degli avvenimenti e dei personaggi che hanno costruito la vicenda del Delta negli ultimi decenni..
E’ lui che accompagnava fior fiore di ingegneri per i sopralluoghi a Polesine Camerini dove è sorta la centrale termoelettrica che, come una cattedrale, domina il Delta del Po e asperge, dall’alta ciminiera il veleno giallognolo.
Ma lui ne parla bene. L’ha vista nascere. Un mostruoso gioiello tecnologico che avrebbe dovuto sgorgare fumi depurati da poderosi sistemi filtranti.
Lui l’ama come una buona cosa, come la fattrice di posti di lavoro e di prestigio per quel Delta sempre dimenticato. “Con una centrale di tal sorta, annoverata fra le più grandi d’Europa, cosa potrà più succedere al Delta? Non la lasceranno certo affondare!” Ripeteva dentro di sé.
Affondare! Un verbo ricorrente nella mente di Marino e di tutti gli abitanti che hanno ricordo delle inondazioni subite. Una parola che mette paura solo a pensarla.
Era allegro Marino Caparin quella mattina! Le battute gli sorgevano spontanee e naturali. Aveva brio ed una garbata ironia. La sua barca, il fiume, e la Sacca del Canarin, appena raggiunta, gli si cucivano addosso come una seconda pelle: loro aderivano a lui e lui a loro.
Spegne il motore e lascia libera la barca di dondolarsi nel silenzio della laguna.
“Lo vedi quel gabbiano, lì appoggiato sulla mota oltre l’argine di sacca?” mi disse ad un certo punto, quasi in un sussurro, poiché ero lì affianco. “Sta aspettando me! Mi aspetta ogni mattina!”
Nel dire così, allarga le braccia e le flette a volo d’uccello.
Mi giro verso i compagni di viaggio e faccio cenno con l’indice puntato in direzione della sacca e poi lo porto verso le labbra in segno di silenzio.
Il gabbiano non reagisce. “ Heiii! Che fai? Dormi ancora?” gli grida Marino Caparin, quindi gli mima il verso di richiamo. Ma il gabbiano reale di Caparin è come intorpidito.
“Non mi ha ancora visto, il principino!” Commenta. E poi, d’un balzo assai acrobatico e spericolato, si porta sul tetto della barca e da lassù sbatte le sue ali d’uomo. Il gabbiano s’alza allora in un volo subitaneo, festoso, lasciando la sua scia d’ombra fra i riverberi d’acqua e di sole sulla Sacca del Canarin.

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