airone rosso
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 26/10/2008 @ 16:38:29, in News, linkato 132 volte)

Letteratura

Gli autori raccontano:

 Erri de Luca                     http://it.youtube.com/watch?v=WZ7mLBLojdg

Stefano Benni                 http://it.youtube.com/watch?v=R-uOz6a1iI4

Mauro Corona                   http://www.youtube.com/watch?v=wl9nk7WTEbA

Tiziano Scarpa                http://www.youtube.com/watch?v=ratBJzbIGAM

Andrea Vitali             http://it.youtube.com/watch?v=JaPhKzmczoA

Wolfgang Sachs        http://it.youtube.com/watch?v=QeIEAwCTLfI

Umberto Galimberti http://it.youtube.com/watch?v=UQcvpevBVfI

                         

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Di Admin (del 22/10/2008 @ 23:27:10, in News, linkato 134 volte)

In risposta ai commenti dei post di Poesia di Emily Dickinson

Carissimi Anonimi, 

                               i vostri interventi mi hanno coinvolta in una riflessione profonda. Il tema della scelta permea tutta la vita dell’umanità occidentale. “Noi siamo noi e la nostra circostanza” per citare un’asserzione di un filosofo vicino nel tempo e siamo nella comprensione dell’individuo catapultato dal dolce mondo embrionale (una non-scelta), nel mondo circostante. Un mondo con una storia, una condizione stabilita da un’impronta esterna, ma nello stesso tempo interna, alla vita dei protagonisti. Ecco : “protagonisti” siamo, che ci piaccia o meno. In quanto viventi, siamo protagonisti della nostra storia individuale e sociale, in modo concatenato: per questo scegliamo anche nella non-scelta. L’agire è, dunque, di per sé una scelta. Sentiamo dentro di noi  l’inderogabile spinta ad agire per preservarci e riprodurci. La spinta interiore,  è una forza che supera lo sbarramento dell’incognita (la paura) del domani. Ma non siamo solo azione, siamo anche meditazione, del nostro agire e del nostro sentire. Abbiamo una volontà che si dispiega nel sentire, fortunatamente. La volontà unita ai sentimenti  ragiona sul perché si agisce, perché si sente, perché si cambia…si interroga sul senso delle inclinazioni del vivere sia nell’espressione particolare che nell’universale.

Questo interrogativo può diventare molto assillante, in certi momenti della vita!

Un aforisma di un giovane psicologo, scrittore emergente, recita: “La vita, un viaggio che nessuno chiede di intraprendere.” Un paio di amici su questo tema hanno risposto: “E che nessuno vorrebbe interrompere.” Sinceramente avevo già fatto, in precedenza, la stessa osservazione dello psicologo. Non mi trovo d’accordo con l’asserzione degli amici, che veramente nessuno voglia interromperlo, anche se sono molto felice che la pensino così. Apprezzare la vita è un giusto sentimento, quasi un dovere. Eppure nell’esistenza incontriamo tanta sofferenza: per amore, per solitudine, per malattia e per altre cause. Una volta incontrata non abbiamo altra scelta che di accettarla al fine di superarla. Le pene d’amore sono le più dolorose, poiché ciò di cui ci sentiamo privati è il più alto sentimento di felicità, è l’impossibilità di riconoscerci nell’altro, è la nostra identità negata. Tale intensità d’amore  non può che appartenere ad un cuore non corrotto da ambigui opportunismi. Un cuore puro che sa solo amare, malgrado la sofferenza del disconoscimento.

Anche oggi, con amici, abbiamo parlato di Emily Dickinson. Ci siamo detti - che non avremmo voluto questa sorte per lei, anche se egoisticamente, a noi è concesso ancor oggi di apprezzare la sua produzione letteraria e poetica.

Ora, cari/o amici/o, per sdrammatizzare, vi/ti do un ultimatum: o esci dalla sofferenza, o mi invii delle belle poesie! Capito!!!

Grazie per gli interventi.

Spero a presto

Franca Fusetti

 

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Di Franca (del 14/10/2008 @ 21:19:42, in Poesia, linkato 254 volte)

Da:  http://www.emilydickinson.it/j0201-0250.html

                                                                                                                                  

 

                             Emily Dickinson

I should not dare to leave my friend,
Because - because if he should die
While I was gone - and I - too late -
Should reach the Heart that wanted me -

If I should disappoint the eyes
That hunted - hunted so - to see -
And could not bear to shut until
They "noticed" me - they noticed me -

If I should stab the patient faith
So sure I'd come - so sure I'd come -
It listening - listening - went to sleep -
Telling my tardy name -

My Heart would wish it broke before -
Since breaking then - since breaking then -
Were useless as next morning's sun -
Where midnight frosts - had lain
!

    Non oserei abbandonare il mio amico,
Perché - perché se dovesse morire
Mentre fossi via - ed io - troppo tardi -
Raggiungessi il Cuore che mi voleva -

Se dovessi deludere gli occhi
Che agognavano - tanto agognavano - di vedere -
E non accetterebbero di chiudersi prima
Di "riconoscermi" - di riconoscermi -

Se dovessi pugnalare la fede paziente
Così certa del mio arrivo - così certa del mio arrivo -
Che ascoltando - ascoltando - si addormenterebbe -
Pronunciando il mio pigro nome -

Il mio Cuore preferirebbe spezzarsi prima -
Poiché spezzarsi dopo - poiché spezzarsi dopo -
Sarebbe vano come il nuovo sole del mattino -
Dove il gelo notturno - si è posato!

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Di Franca (del 14/10/2008 @ 21:02:54, in Poesia, linkato 274 volte)

Da: http://www.emilydickinson.it/j0201-0250.html

                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                         

                                       Emily Dickinson

A slash of Blue! A sweep of Gray!
Some scarlet patches - on the way -
Compose an evening sky -

A little Purple - slipped between -
Some Ruby Trowsers - hurried on -
A Wave of Gold - A Bank of Day -
This just makes out the morning sky
!

    Uno squarcio d'Azzurro! Un tratto di Grigio!
Qualche chiazza scarlatta - sulla via -
Compongono un cielo serale -

Un po' di Porpora - scivolata nel mezzo -
Dei Calzoni Rubino - messi di corsa -
Un'Onda Dorata - Un Bordo di Giorno -
Tanto basta per fare il cielo mattutino!

 

 

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Di Admin (del 14/10/2008 @ 21:00:00, in Poesia, linkato 329 volte)

El capitalismo foraneo

di Tiziano Scarpa


Solo l'essere amati, solo l'essere
voluti conta: non l'amare, non
il volere. Mio zio si è suicidato
perché aveva investito tutti i suoi
risparmi (trent'anni da elettricista
dentro una fabbrica di alimentari
la Chiara & Forti di Silea, TV)
in un'operazione finanziaria
che acquistava terreni in Romania.
(Il primo supermercato di Bucarest
è stato aperto dai soldi italiani).
Mio zio era sindacalista cattolico,
scapolo, in casa badava a mia nonna
(cioè sua madre), nella campagna veneta.
Spesso le tragedie in Veneto tendono al
patetico. Qualcuno si ricorda
di Giorgio Mendella? Quell'uomo brutto
che si vedeva di notte in tivù,
tra un canale di fiche e uno di tette?
Vendeva la Romania agli italiani,
trionfava nelle convention (a Viareggio,
millenovecentonovantatre).
Ai suoi telespettatori notturni
prometteva di guadagnare molto.
Di recente è stato assolto dal reato
di associazione a delinquere. È
stato considerato prescritto il
reato di truffa aggravata e
continuata. È stato condannato per
la bancarotta fraudolenta della
holding finanziaria Intermercato. È
latitante. Mio zio mi ha domandato
"se mi aiuti a scrostare via la ruggine"
dalla rete di recinzione. "Zio!
Non ti sembra ora di cambiarla? È
marcia!" Quando l'abbiamo ritrovato
nella Fiat Ritmo, è risultato chiaro
che non aveva più una lira per
cambiare né la rete né la vita.
(A proposito, sconsiglio chiunque
di suicidarsi con i gas di scarico:
la faccia ti diventa una bistecca
metà cotta e metà cruda, perché
il sangue tenta di scappare da
un corpo che sta morendo asfissiato,
e si raggruma tutto in una guancia,
calcia dentro un occhio, lo fa scoppiare).
Mio zio è stato ucciso dalla tivù.
La televisione gli ha chiesto soldi,
lui le ha dato anche la vita. Perciò
io la capisco quella casalinga
che a cinquant'anni ha fatto la puttana
per pagare i debiti a Vana Marchi e al
maestro di vita do Nascimiento
(la tivù ti dà i numeri del lotto,
sa come liberarti dal malocchio,
ma soprattutto riesce a farti andare
di notte a spompinare per le strade).
Capisco gli elettori del padrone
di mezza Italia, perché nella vita
l'unica cosa che conta è incappare
in qualcuno che voglia la tua vita.
Silvio Berlusconi mi vuole, mi ama,
mi fa sentire che ho anch'io qualche cosa
da dargli, che a lui risulta gradito!
La mafia, il Papa, la televisione,
Gianni Agnelli e gli industriali del Nord,
la pubblicità, il campionato, il festival
di Sanremo si accaparrano me.
Il potere mi vuole! Vuole me!
Solo la vita spesso non mi vuole.
Non si vive se nessuno ti vuole.
Mi volete forse voi comunisti?
Mi volete forse voi democratici
di sinistra? Mi bramate con tutte
le vostre forze come mi dimostra
(con mille prove d'amore fedele)
di bramarmi il mio dolce Berlusconi?
Sono la Romania dopo la fine
dell'impero sovietico. È bellissimo
che arrivino finanziamenti esteri,
è commovente sentirsi contesi.
È luminoso, è nuovissimo questo
supermercato aperto nel mio cuore.

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Di Admin (del 12/10/2008 @ 17:38:38, in News, linkato 139 volte)

Concorso Trifolium 2008:

Un certo Andrea Garrone ha millantato, presso l'Associazione LuccAutori e quindi con un articolo in Rete, di aver vinto il II Concorso Trifolium 2008 di Caravaggio Editore.

Preciso che il vincitore di tale concorso è CLAUDIO SPADONI che ha conseguito il 1° Premio Assoluto, attestato dalla consegna di una targa a lui dedicata.

Tale Andrea Garrone, è stato giudicato "meritevole" di essere pubblicato nel volume che raccoglie i testi selezionati del concorso in oggetto.

Precisazione motivata a conferma di miei precedenti post.

Franca Fusetti

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Di Admin (del 07/10/2008 @ 11:04:14, in Immagini e poesia, linkato 466 volte)

Foto Natura

1° Concorso Fotografico Nazionale LIPU "Vita nell'Oasi"

Titolo dell'opera:  "L'ala protettrice" di Massimiliano Balzarelli

3° Classificato della categoria  A

 

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Di Admin (del 06/10/2008 @ 19:08:33, in Immagini e Poesia, linkato 152 volte)

Foto Natura

Oasi LIPU - Marcon (Ve)

Foto di  Maurizio Dalla Via  vincitore del primo premio assoluto del 1° Consorso Fotografico Nazionale a premi promosso dalla LIPU:

"VITA NELL' OASI" 

 

Titolo dell'opera: Garzetta "Care "

 

http://www.lipu.it/eventi/default.asp

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Di Admin (del 03/10/2008 @ 13:15:22, in Immagini e Poesia, linkato 211 volte)

Arte

Giorgio De Chirico

Giorgio De Chirico  Ettore ed Andromaca 1916Ettore e Andromaca 1916

Video:  http://www.windoweb.it/guida/arte/biografia_giorgio_de_chirico.htm

 

 

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Di Franca (del 22/09/2008 @ 19:56:27, in Narrativa, linkato 278 volte)

Testo classificatosi al primo posto assoluto nel concorso Trifolium 2008 di Caravaggio Editore

SE SOLO….

                                                 di Claudio Spadoni

 

“La sofferenza avvicina le persone perchè le persone che soffrono sentono.

  E sentire è avvicinarsi al vero per capire il valore della vita” 

                                                                  ****** 

 

 

Istituto Neurologico Carlo Besta

24 novembre 2003

 

 

Lunedì mattina, ore otto.

Entro in ospedale.....finalmente!

Già, paradossalmente finalmente, perché spero che questa sia l’ultima tappa del mio percorso per sapere che cosa c’è che non va nel mio fisico.

Negli ultimi mesi sono passato da una diagnosi di legamenti crociati da operare, a una non diagnosi ed alla incertezza più totale.

Perchè l’ultimo ortopedico che mi ha visitato ha fatto una faccia diversa dai precedenti.

E mi ha chiesto di camminare.

Ed io ho camminato, come sempre zoppicando e sbandando, perchè la gamba sinistra dirige così, e l’altra non le si oppone.

E lui si è rabbuiato ancor di più dopo che mi ha visto camminare.

E ha chiamato a raccolta altri colleghi che hanno fatto la stessa faccia quando anche loro mi hanno visto camminare sbandando.

E alla fine mi hanno detto “non è cosa di nostra pertinenza” e mi hanno mandato qui al Besta, Divisione Neurologia.

 

                                                         28 novembre 2003

 

 Venerdì mattina, ore nove e trenta.

Sono trascorsi cinque giorni senza sapere nulla di nuovo.

Neanche dopo tutte le analisi, gli esami ed i controesami i medici si sbilanciano in una diagnosi definitiva.

Oggi mi hanno solo comunicato che mi dimettono per il fine settimana, ma che dovrò rientrare in reparto lunedì quando mi sottoporranno al prelievo del midollo spinale....quindi vuol dire che qualcosa c’è.

 

Ore sei e trenta.....di sera.

Ho il cuore che batte più veloce del solito.

Questo perchè un dottore intelligentone si è dato il disturbo di informarmi della mia situazione clinica davanti all’ascensore mentre sto già uscendo per il fine settimana a casa.

E quello che mi dice me lo dice senza mezze frasi:

“Signor Spadoni, dall’indagine strumentale che le abbiamo fatto con la Risonanza Magnetica, risulta la presenza di due macchie nel midollo di dubbia natura. E’ una cosa seria, potrebbe trattarsi anche di un tumore”.

Ed io sono qui, allibito, stordito.....e anche molto contrariato:

“E me lo dice adesso dopo tutti questi giorni di silenzio?

E poi in questo modo!”

“Ma come si permette di essere così superficiale?” penso.

“E se fossi una persona fragile che potrebbe reagire negativamente a notizie così gravi sulla sua salute??”

Lo guardo, ma è talmente tanta la sorpresa per quanto mi ha detto che non riesco a sbattergli in faccia il mio disappunto, ma solo un  “Va bene, a lunedì allora.”

 

Ed esco, col cuore che batte più forte e con la mente piena di contrastanti emozioni, fra la speranza che non sia mai il peggio ad arrivare e la paura del suo verificarsi.

  

*****

Fuori dal Besta la sera è fredda come si conviene nelle peggiori serate autunnali.

In quest’ora di punta la città pulsa della frenesia del traffico e della gente che cammina veloce per strada sui marciapiedi. Gente che si urta, si scansa, che non si guarda in faccia, o che se lo fa, lo fa distrattamente.

Gente che si dà d’insofferenza.

Ormai il mondo non si sopporta più.

Forse perchè non c’è più il tempo o forse perchè non c’è più la voglia di conoscersi meglio e stimarsi l’un l’altro per quello che si è.

E’ inutile negarselo: le persone non si vogliono bene.

Ognuno pensa per se, schiavi senza più speranza nell’obbligo di andare avanti, sempre, senza mai frenare, in questa società di trionfanti maleducazioni, imperanti arroganze e ormai rari valori morali.

E non vogliono più bene alla vita, perchè devono correre sempre più forte senza mai fermarsi, forse fino oltre la vita stessa.

Se solo sapessero cosa c’è dietro quelle grigie mura che ho appena lasciato.

Se solo potessero provare per un attimo il tormento che dà il dubbio che ho in testa.

Se solo sentissero.....

*****

Metto in moto l’auto per avviarmi verso casa.

Rosanna è seduta al mio fianco, in silenzio.

Sono sicuro che in cuor suo sta ancora imprecando sulla leggerezza di quel medico di prima.

Se avesse potuto ucciderlo lo avrebbe fatto.

Lo avrebbe fatto senza esitazioni e senza rimpianti.

Perchè tutto farebbe per me, per difendermi dal male e dai mali del mondo.

La guardo mentre la mia mano sfiora la sua e le sorrido, grato.

E quando lei si gira verso di me con quel suo sguardo d’amore sempre presente, so che ancora si starà chiedendo come potrà difendermi da quel mio pensiero così pesante e quale sarà il modo migliore per farlo.

 

 Si starà chiedendo quale potrà essere il migliore dei modi per me........

........per non farmi sentire male.

 

    1° dicembre 2003

Prelievo del midollo

 

 Seduto sul bordo del letto, piegato in avanti, abbraccio le mie gambe nude.

“Ora stia fermo e immobile!”.

Lo spruzzo gelido mi colpisce la schiena, là dove la maglietta è alzata, nel punto esatto in cui l’ago si farà presto strada.

Chiudo gli occhi e nell’ascolto del silenzio che c’è in me il mio cuore che batte mi tiene compagnia.

Non ho paura e non provo dolore.

Avverto solo i fruscii di chi mi stà intorno ed il bisbigliar di labbra che suggeriscono gesti che non posso vedere.

Ed il tempo che a volte si ferma e a volte sembra ripartire in una alternanza infinita, che però poi va a finire.

“Ecco, fatto!”.

Un tocco lieve sulla spalla mi fa riaprire gli occhi.

Le due infermiere che sono al mio fianco mi aiutano a sdraiarmi nel letto, adagio.

Non si muova e se le viene mal di testa non si preoccupi è normale. Fra un giorno o due andrà meglio.”

Sorrido di circostanza, ora che tutto è finito mi sento stanco e svuotato.

E’ come se col midollo mi avessero aspirato anche l’anima.

Giro piano la testa verso la parte della stanza dove so’ che c’è Pino.

Lui è li che mi guarda e quando i nostri occhi si incontrano mi regala un sorriso: “Come va Claudio, come ti senti?”

“Un po’ confuso, ma credo che il più sia fatto.”

Mi fa l’occhiolino e unendo l’indice col pollice mi lancia un ok di approvazione.

Guardo alle sue spalle la finestra che mi porta le immagini del mondo che c’è fuori.

Scorgo rincorse alate sugli alberi del parco e dei cinguettii lontani mi arrivano all’orecchio.

Socchiudo gli occhi su quei richiami di libertà:

 

 

“Cercano i merli fra l’intrecciar dei rami

 di farsi spazio per arrivare al cielo”

 

 

Il soffitto della stanza è bianco, ma con sfumature che sanno di sofferenza.

 

” Non si muova...fra un giorno o due....”

 

Rimango lì a fissarlo, immobile, nell’attesa del meglio che dovrà arrivare.

 

 

3 dicembre 2003

 

 E così è arrivato il lunedì e sono rientrato in ospedale.

Il tempo di svestirmi, rimettere gli abiti nell’armadietto, indossare il pigiama e mi hanno fatto la lombare.

Da quel momento non ho saputo più nulla fino a questa mattina, che è mercoledì, quando mi hanno informato dell’inizio della terapia.

Terapia per che cosa?

Nel reparto dove sono ricoverato le terapie possibili per le patologie esistenti sono due: cortisone o chemio.

E la chemio si sa che è per gli ammalati di tumore.

Ma se come me ancora non sei informato della malattia che ti ha colpito, non sai quale delle due ti toccherà.

E qui inizia la roulette con tutte le sue incertezze!

A seconda della flebo che appenderanno al trespolo di fianco al tuo letto saprai: boccetta trasparente cortisone, boccetta avvolta nella stagnola chemio.

E oggi la roulette tocca a me......che ancora non so.

La roulette arriva vestita dei panni del carrello delle flebo mentre il croupier è l’infermiera di turno, tutta di bianco vestita con il sorriso sempre presente.

Oggi è Silvia, una corpulenta bergamasca di poche parole e quelle poche ruvide, come i suoi modi, ma brava. Si muove sicura e denota abilità ed abitudine nei gesti che fa.

Mi volta le spalle mentre armeggia per preparare i medicamenti.

Ed il mio cuore inizia a battere più forte.

Tendo l’orecchio nella speranza che mi porti indizi: se sento rumore di stagnola che viene toccata vuol dire....se non la sento....se sento tintinnio di vetro è trasparente.....se non sento il tintinnio....

Stagnola tumore, trasparente no.

Quale sarà per me?

Nell’attimo stesso in cui esprimo il mio ultimo dubbio lei si volta....ed io la guardo.

Che strana apparizione.

Ha la flebo racchiusa fra le sue braccia che mi sembra un neonato in fasce, che però luccica.

 

La vedo che si muove come avvolta da una leggera foschia e si avvicina a me, piano e senza rumore...e si avvicina e avvicina la mano sinistra alla flebo che tiene in grembo.

Chiudo gli occhi...

.....Rien ne va plus!......il rosso vince, il nero perde....

Intuisco che ha allungato il braccio verso il mio trespolo perchè sento il fruscio della flebo sul suo camice e poco dopo il leggero rumore che fa la flebo agganciata.

E gli occhi sempre chiusi serrati da far male.

Li apro? Non li apro?

Non posso far altro che aprirli se voglio finalmente sapere.

E li apro...e guardo......e ho paura.........

...e la vedo...

.....Trasparente!!!!

Il cuore impazzito batte più forte di prima, ma ora con più leggerezza.

La stanza si è di colpo illuminata, il soffitto bianco è immacolato e il rumore si è trasformato in musica.

Mi viene in mente un passaggio di una vecchia canzone di Nada:

.....”Ride chi vince, chi perde piange”........

Io non ho vinto, ma non piangerò.

 

 Non piangerò perchè ho perso molto meno di altri che sono qui dentro.

 

Nella trasparenza di una flebo mi è rimasta la speranza.

La sera è arrivata con le sue ombre che allontanano gli ultimi bagliori del giorno.

La sera è arrivata e con lei la diagnosi certa e definitiva:

Sclerosi Multipla Primaria Progressiva.

 

                                                       ****

 

Alberto ha parlato nel sonno questa notte.

Ha parlato e chiamava la sua bambina.

Elisa ha tre anni, ha i capelli biondi e gli occhi chiari della madre.

Alberto dice che da parte di padre ha preso il naso e la bocca.

Spera però che diventi più bella come donna di quanto non lo sia lui come uomo.

Da come la invoca nel sonno si capisce che la ama tanto.

Alberto ha trentun anni ed è tenente di vascello della Marina Militare Italiana.

E’ uno dei 2800 marinai che partecipò alla guerra del Golfo.

Ora è in congedo per malattia.

Alberto è nel letto di fianco al mio.

La sua flebo è di stagnola argentata che brilla come una stella cometa e gli sta facendo contare gli ultimi 180 giorni della sua vita.

 

****

 

 Fuori dal Besta la vita continua a correre, come un’auto impazzita, al ritmo dei nostri presunti bisogni e delle nostre cieche follie.

Inarrestabile…..

 

…..Se solo sentissimo….. 

 

 

  

 

 

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